Malinconia, luce dell’intelletto
Paradiso dantesco. Beatrice accompagna Dante al Settimo Cielo, il Cielo di Saturno. Un’atmosfera di luce e di splendore, quasi insostenibili agli occhi umani, invade i due pellegrini. Sono gli spiriti contemplativi che, trasognati e silenziosi, salgono una lunga scala dorata. Rappresentano l’amore ideale unito alla malinconia e alla riflessione. Tutte tematiche che contraddistinguono la modernità.
A partire dal Quattrocento moltissimi artisti hanno espresso il sentimento della malinconia nelle loro opere attraverso l’introspezione critica e drammatica.
Queste tematiche sono alla base della mostra di Verona. Centottanta capolavori, accuratamente selezionati da Giorgio Cortenova, saranno esposti presso il Palazzo della Regione.
La mostra “Il Settimo splendore. La modernità della malinconia”, in programma dal 25 marzo al 29 luglio, offre anche l’occasione di inaugurare il polo espositivo veronese, restaurato da Tobia Scarpa.
L’esposizione propone un percorso ricchissimo attorno ai vari temi della modernità, malinconia in primis.
La meditazione malinconica, infatti, sta alla base del processo di libertà dello spirito umano.
Le opere sono divise in sei sezioni lungo un percorso che presenta la malinconia soffermandosi sulla bellezza come ideale di suprema armonia, ma anche sulle angosce della psiche contemporanea.
La rassegna espone opere di grande importanza grazie agli straordinari prestiti dei musei italiani ed europei.
Tra le altre, potremo ammirare le opere di Botticelli e del Tintoretto, di Caravaggio e del Guercino, di Canova e di De Chirico, di Modigliani e di molti altri ancora, Michelangelo compreso.






















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