La magia creativa di Madre Terra
Il Canto della Terra – Orizzonti di Land Art
Galleria Repetto, Acqui Terme (Alessandria)
.: quando:
dal 26 settembre al 25 novembre 2009
A partire dalla fine degli anni ’60, insieme all’Arte Povera e Concettuale, è stato il più ricco e importante movimento che la storia dell’arte occidentale abbia prodotto nel secondo Novecento. È il fenomeno della Land Art.
La Land Art nasce e si sviluppa tra le due sponde dell’Atlantico con differenti connotazioni: negli Stati Uniti con una ricerca di grandiosità quasi utopica, titanica, che si concretizza tra gli artisti di scuola americana attraverso la creazione di colossali progetti di intervento e trasformazione su alcuni luoghi della terra.
Dall’altra parte dell’Oceano il movimento è proiettato in una dimensione complementare e opposta, fatta di passeggiate, di intimità, introspezione, gesti minimi e profondi, al limite dell’invisibilità, del silenzio e del totale annullamento dell’io creativo.
Dal 26 settembre al 25 novembre la Galleria Repetto di Acqui Terme (Alessandria) ospiterà “Il Canto della Terra – Orizzonti di Land Art”, una grande mostra composta di circa 50 opere di Land Art.
Tra le opere provenienti dagli Stati Uniti alcuni video che documentano la realizzazione di: Spiral Jetty di Robert Smithson, Lighting field di Walter De Maria, e Sun Tunnels di Nancy Holt, oltre alle fotografie del Roden Crater di James Turrel uno degli esempi dell’approfondimento del rapporto terra/luce, e i progetti di Christo Wrapped Coast, One million Square Feet, Little Boy.
L’approccio europeo sarà invece rappresentato da Richard Long, di cui sarà esposto Winter Solstice Circle, uno dei “classici” cerchi di pietre oltre ad alcuni lavori realizzati con il fango, da Hamish Fulton con A seven day wandering walking, che documenta una delle sue “passeggiate”, inoltre in mostra i lavori di Andy Goldsworthy con le immagini di sculture di ghiaccio quali Frozen snow, Touching North.
In tutta la Land Art spicca il profondo amore per la terra, per il paesaggio e per una natura positivamente trasformata, rivelata, contemplata; un pensiero creativo dove l’uomo prende coscienza dell’immenso prodigio della natura e, insieme, della sua estrema fragilità.






















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