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La Natura morta… è più viva che mai

Mostra sulla Natura Morta ad Amburgo

Scritto da Margherita, martedì 24 giugno 2008
.: dove:

Hamburger Kunsthalle, Amburgo


.: quando:

dal 6 giugno al 5 ottobre 2008

Willem Claesz, Natura morta (1634)Seducenti fiori dai colori sgargianti, che sembrano sprigionare un aroma sensuale. Calici di cristallo dai mille riflessi, tavole imbandite di frutta e vino, preziose suppellettili d’oro e d’argento. Ma anche petali appassiti, candele spente, macabri teschi, libri ingialliti e lasciati a metà.

Presso la Hamburger Kunsthalle, fino al 5 ottobre, è aperta la grande mostra di pittura “Lo specchio dei desideri segreti. Nature morte nel corso di cinque secoli”, che attraverso circa 150 opere di epoche diverse indaga un genere che ancora oggi esercita il proprio fascino magnetico.

Pieter Claesz, Vanitas (1630)Il cuore della mostra di Amburgo è costituito da oltre cinquanta stupende nature morte del periodo barocco. Ma sono presenti anche dipinti di Renoir, Monet e Braque, e opere di artisti contemporanei come Mona Hatoum, Thomas Schütte, James Hopkins. Ne scaturisce un suggestivo confronto tra antico e moderno.

La natura morta ha sempre esercitato un’attrazione ambigua. Da un lato affascina per la strepitosa creazione di immagini vivide e realistiche, grazie alla tecnica sopraffina e al sapiente uso della luce. Dall’altro ci si sente attratti dalla sensualità torbida e dalle ombre di morte che la pervadono.

James Hopkins, Decadenza e Disfacimento (2006)Nelle “vanitas” serpeggia inquietante il messaggio “memento mori”, l’allusione alla caducità. Un’allusione a volte esibita, come nella vanitas di Pieter Claesz, dove il teschio è in primo piano; a volte più sottile, come la presenza di silenziosi strumenti musicali, anch’essi simboli di morte.

L’esposizione presenta una sorprendente giustapposizione tra le contemporanee installazioni e i dipinti classici. Il confronto illustra come anche nelle opere moderne persista il genere della natura morta, reinterpretato alla luce di nuovi strumenti e nuovi linguaggi.

L’installazione di James Hopkins “Decadenza e Disfacimento” è una vanitas moderna: gli scaffali riempiti di oggetti quotidiani e rassicuranti, visti da una certa distanza svelano il contorno di un teschio, offrendo un chiaro riferimento all’effimero e richiamando il morboso fascino delle vanitas di secoli prima…


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2 commenti a “La Natura morta… è più viva che mai”

  1. Carlo Boesso   ha scritto:
    11 novembre, 2008 alle 15:01

    Vi scrivo per sapere in quale museo e’ presente il pittore di nature morte inglese Henry George TODD ( seconda meta’ del XIX sec.)Vi saro’ grato se vorrete aiutarmi per avere una foto del dipinto in collezione del museo dello stesso pittore, di cui ho uno splendido esemplare sempre di natura morta olio su tela 41x30cm.Grazie per la collaborazione
    Carlo Boesso

  2. Carlo Boesso   ha scritto:
    5 dicembre, 2008 alle 19:34

    rispondete alla domanda, con relative foto. grazie



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