Caleidoscopico, iberico artista
Picasso 1917 – 1937 L'Arlecchino dell'Arte
Vittoriano, Roma
.: quando:
dall’11 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009
Gli anni tra le due guerre sono emblematici per la vena artistica di Picasso in quanto ne esprimono tutta la sua creatività, inglobando i periodi precedenti e futuri e sottolineandone la sua diversità rispetto agli artisti contemporanei.
Questo è il pensiero di Yve-Lain Bois, storico dell’arte all’università di Princeton e ideatore della mostra “Picasso 1917 – 1937 L’Arlecchino dell’arte” in programma al Vittoriano dall’11 ottobre 2008 all’8 febbraio 2009.
Le date che contengono questo Picasso sono significative: il 1917 è l´anno del suo ritorno al classicismo dopo le tentazioni cubiste e il 1937 è quello della pienezza di Guernica.
Il più grande artista del Novecento sarà offerto al pubblico con oltre 180 opere, tra olii, lavori su carta e sculture provenienti dai maggiori musei del mondo.
Nel ventennio tra le due guerre mondiali si scopre un Picasso creativo e funambolico, già unico, in equilibrio fra gli spigoli di una ricerca astratta e ancora tentato dalla morbidezza figurativa.
Dentro questi termini temporali è contenuto il lavoro dell’”Arlecchino dell’Arte”, come il sottotitolo della mostra lo chiama, con un suggerimento iconografico tra i più popolari e riconoscibili dell´artista, dagli arlecchini tristi del periodo rosa a quelli scomposti nei colori cubisti.
L´immagine di Arlecchino è al centro di quella che criticamente è definita la “svolta anticubista” di Picasso, il rigetto per l´automazione dell´arte che rischia di vedere il “ready made” diventare un tic svuotato di senso.
Nel costume di Arlecchino, caleidoscopico nei suoi rombi colorati, riposa un poliedrico Picasso, impareggiabile giullare dell’arte, per un po’ al Vittoriano.






















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