L’estrazione del talco in Valmalenco
Museo Minerario e Mineralogico della Bagnada
Bagnada (Lanzada in Valmalenco)
.: quando:
aperta da luglio 2008
Ă insolubile nell’acqua e resiste agli attacchi chimici e termici. Il talco, ovvero silicato idrato di magnesio, nonostante si presenti in aggregati lamellari tenerissimi, ha sempre avuto un forte peso nellâeconomia della Valmalenco.
Lâestrazione del talco rappresenta infatti ancora oggi una voce importante nellâeconomia della vallata affluente alla piĂš grande Valtellina; con una sola miniera attiva la produzione si impone nel mercato internazionale.
Del resto la storia della Valmalenco è fortemente caratterizzata dalla ricchezza di risorse minerarie del territorio: amianto e talco, pietra ollare e serpentiniti.
La Miniera della Bagnada, nel comune di Lanzada, fu scoperta verso la fine degli anni â20 dalla SocietĂ Anonima di Amianto dellâingegner Grazzani di Milano, che ottenne la prima concessione di ricerca mineraria nel 1936.
Lo sfruttamento intensivo del giacimento della Bagnada si prolungò per oltre 50 anni, fino alla metà degli anni 80.
LâattivitĂ di coltivazione della Miniera era piuttosto rudimentale, basata sul lavoro manuale e priva di aiuti di tipo meccanico.
Il Museo Minerario e Mineralogico della Bagnada, inaugurato nel luglio di questâanno, nasce per raccontare la storia di un’attivitĂ che ha segnato la vita dei valligiani e connotato fortemente il territorio della Valmalenco.
Durante la visita si conosceranno il talco, le fasi del lavoro in miniera, gli oggetti e utensili delle attivitĂ estrattive.






















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