Da Piranesi a Munch: i dipinti del terrore
Edvard Munch e il Perturbante
Leopold Museum, Vienna
.: quando:
dal 16 ottobre 2009 al 18 gennaio 2010
“Il perturbante è quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare.” Sono parole di Sigmund Freud, contenute nel saggio “Il perturbante” (1919). In tedesco il termine è Das Unheimliche: una sensazione di familiarità ed estraneità, un misto di angoscia, confusione e paura.
È il terrore di qualcosa che percepiamo come spiazzante, che ci inquieta perché in parte ci è noto: qualcosa di latente, sotterraneo e stagnante: uno spaesamento intellettuale, una dissonanza conoscitiva tra estraneità e familiarità.
È il termine ideale per esprimere il sentimento associato alle opere di Edvard Munch: ecco la ragione del titolo della mostra “Edvard Munch e il Perturbante”, in programma al Leopold Museum di Vienna dal 16 ottobre 2009 al 18 gennaio 2010. Quadri come “Angoscia” e “L’urlo”, “Il vampiro”, sono intessute di Unheimliche.
Se per Freud il maestro del perturbante in letteratura era l’autore tedesco E.T.A. Hoffmann, con il suo “Uomo della sabbia”, tracce “pittoriche” di Unheimliche affiorano nei capolavori di Dürer (“Il cavaliere, la Morte e il Diavolo”), nelle opere di Bosch, nello straordinario “Incubo” di Füssli, che è una magistrale rappresentazione delle paure dell’inconscio collettivo.
Sono esposte anche le impressionanti tavole “Le Carceri” di Giovanni Battista Piranesi, e poi opere di Munch, Ensor, Böcklin, Moreau, Ensor, Kubin, Schiele.
La rassegna scandaglia gli abissi dell’immaginazione artistica, aprendo visioni dell’invisibile, squarci vertiginose su un mondo occulto di sogni, incubi e fantasmi e sulle profondità dell’inconscio.





















Scrivi un commento!