De Chirico, inquietudini parigine
La fabbrica dei sogni
Museo d’Arte Moderna, Parigi
.: quando:
dal 13 febbraio al 24 maggio 2009
“Io, solo nel mio squallido atelier della rue Campagne-Première, cominciavo a scorgere i primi fantasmi di un’arte piĂą completa, piĂą profonda, piĂą complicata e, per dirlo in una parola a rischio però di far venire le coliche epatiche a un critico francese: piĂą metafisica.”
Giorgio de Chirico, l’inventore della pittura metafisica, si trasferì a Parigi nel 1911. Guillaume Apollinaire rimase subito affascinato dalla personalità complessa dell’artista e dal suo genio imprevedibile.
Fu proprio Apollinaire che nel 1913 introdusse de Chirico alla propria cerchia, che comprendeva Picasso, Derain, Braque, e Picabia. Al Salon d’Automne del 1912 de Chirico espone per la prima volta le malinconiche di piazze sospese nel tempo, costellate di monumenti solitari e avvolte dall’inquietudine.
Gli anni parigini sono fondamentali: sono gli anni in cui l’artista distrugge i canoni della prospettiva tradizionale, costruisce spazi angoscianti e accostamenti impossibili, elaborando il suo repertorio di enigmatici oggetti e visioni spiazzanti.
Le opere di Giorgio De Chirico tornano a Parigi dopo oltre 25 anni di assenza, per la mostra “La fabbrica dei sogni”, al MusĂ©e d’Art moderne. La rassegna, aperta dal 13 febbraio al 24 maggio 2009, ripercorre l’intera esperienza dell’artista.
Si potranno ammirare centosessantadue quadri, sculture e opere grafiche. L’esposizione si incentra sulla mitografia fantastica nata dentro la fabbrica dei sogni dechirichiana, intessuta di immagini oniriche e profetiche, di incongruità e discrepanze, destinate a incidere sul nascente surrealismo di Magritte, Ernst, Picabia e su tutto il Novecento.
I Surrealisti lo elessero loro maestro e André Breton vide nell’artista il demiurgo di una mitologia moderna. In seguito, i primi se lo dichiararono “morto” e il secondo lo accusò di regressione antimodernista. Ma De Chirico andava avanti libero da qualsiasi influenza, percorrendo un sentiero difficile, libero e solitario.






















Scrivi un commento!