Rivoluzione onirica in Danimarca
Max Ernst, Sogno e Rivoluzione.
museo Louisiana, Humlebæk (Copenaghen)
.: quando:
dal 6 febbraio all'1 giugno 2009
Inseguì l’impossibile, diede vita a immagini stupefacenti, accostò elementi lontanissimi fra loro, creò visioni inaspettate. Rivoluzionò la concezione stessa di arte, che dopo di lui non fu più la stessa.
Max Ernst, straordinario artista del Novecento, tra i fondatori del Surrealismo, è il protagonista della grande mostra aperta presso il museo Louisiana di Humlebæk, vicino a Copenaghen.
La rassegna, intitolata significativamente “Max Ernst. Sogno e Rivoluzione”, è aperta fino all’1 giugno 2009.
Si possono ammirare circa duecento opere. Come si evince dal titolo, la mostra sottolinea la dimensione onirica (che egli derivò anche dalle scoperte della psicoanalisi e dall’attrazione per l’inconscio) e l’elemento rivoluzionario evidente nel suo cammino artistico.
Si tratta quindi dell’occasione ideale per scoprire i dipinti intessuti di simboli, allusioni e allegorie, trascritti sulla tela attraverso le più ardite sperimentazioni. Ma la rassegna spazia lungo il corso di tutta l’attività di Ernst: dagli esordi espressionisti, alla militanza con i Dada, all’influsso metafisico di De Chirico.
In seguito Ernst scoprì il collage, che divenne per lui il paradigma del Surrealismo: egli infatti assemblava materiali diversi, combinava i soggetti più improbabili e provocava spiazzanti slittamenti semantici.
In seguitò passò al “frottage”, una tecnica personalissima nella quale sfregava una superficie di carta o stoffa applicata su un supporto scabro, in modo da evidenziare la trama della base. Anche l’uso di questa tecnica non fa che confermare l’attitudine anticonvenzionale dell’artista.
Tra le opere esposte in mostra, ricordiamo “La ville entiére”, la “Naissance d’une galaxie”, “Die anatomie”, “L’evadé”, e “Napoleon in the Wilderness”.






















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