Quando Rousseau dipingeva i sogni
Monografica su Henri Rousseau
Fondazione Beyeler, Riehen (Basilea)
.: quando:
dal 7 febbraio al 9 maggio 2010
Sminuito dai critici e bollato come “ingenuo e incapace autodidatta”, per anni fu misconosciuto, vivendo in miseria ma senza scoraggiarsi e senza che nessuno potesse distoglierlo dalla sua fiammeggiante passione: la pittura.
Henri Rousseau, di umili origini, iniziò a seguire le proprie aspirazioni artistiche nel periodo in cui lavorava come gabelliere nell’ufficio del dazio di Parigi. Da allora, venne sopranominato “Rousseau il doganiere”.
Lo stile dei suoi esordi era giudicato naïf: un giudizio che all’epoca era svilente e negativo, e che pesò sempre sulla sua pittura. I critici infatti gli rinfacciavano la mancanza di una vera formazione all’Accademia di Belle Arti o nell’atelier di un pittore accademico, e dal momento che il pittore rifuggiva anche i ritrovi degli artisti dell’avanguardia, si trovò per molto tempo isolato ed emarginato.
Col passare del tempo però, dopo i miglioramenti nella resa delle proporzioni e nello studio della prospettiva e della luce, iniziò a essere rivalutato, e molti si lasciano incantare dalla sua visione onirica e da “fiaba popolare”.
Nel centenario della morte del pittore, la Fondazione Beyeler di Riehen (nei pressi di Basilea) gli rende omaggio con una monografica, aperta fino al 9 maggio 2010.
Sfilano circa quaranta opere, tra cui insoliti ritratti e poetici quadri che immortalano le città e i paesaggi francesi. In questi dipinti è visibile il passaggio dal terreno e dal prosaico al misterioso e al fantastico.
Il cuore della rassegna è il gruppo dei celebri quadri che egli dedicò alla giungla. Una giungla sognata e mai vista, ma che sulle tele esplodeva, lussureggiante e variopinta, con potenza immaginifica, irradiando colori vividi e travolgendo lo sguardo con atmosfere esotiche.
Grazie alle meravigliose e sognanti composizioni, Rousseau diede spazio alla fantasia, aprendo nuovi orizzonti all’arte e influenzando cubisti e surrealisti. Tra i suoi sostenitori, ricordiamo il poeta Apollinaire e gli artisti Redon, Gauguin, Delaunay, Braque, Kandinskij e Picasso.






















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