Courbet: ai confini della realtà
Retrospettiva di Courbet a New York
Metropolitan Museum of Art, New York
.: quando:
dal 27 febbraio al 18 maggio 2008
Due donne sdraiate, ritratte in un sensuale abbandono. Un affascinante manifesto dell’amore lesbico; un erotismo sfacciato, che sconvolse gli spettatori ottocenteschi. L’opera scandalosa di un pittore indipendente, ambizioso, sconcertante.
Si tratta del quadro “Il sonno”, una delle opere presenti nella splendida retrospettiva che il Metropolitan Museum of Art di New York dedica a Gustave Courbet. Fino al 18 maggio sono esposte circa 130 dipinti dell’artista francese.
I dipinti di Courbet ebbero un impatto dirompente: fuori dagli schemi, rivoluzionari, addirittura “oltraggiosi” non solo per i soggetti ritratti, ma per il modo in questi erano presentati.
Del resto come altro avrebbero potuto essere le opere di un ribelle autodidatta che respinse l’accademismo e visse secondo il detto “épater le bourgeois”?
Courbet, considerato il pioniere del Realismo, non si rispecchiava in tale definizione.
E contemplando le sue opere infatti, non ci si trova dinanzi alla pura e semplice realtà, ma si avverte qualcosa di impalpabile e inaspettato.
Come nel capolavoro “Il ruscello boscoso del Puits-Noir”, uno dei pezzi forti della mostra al Metropolitan. E’ un torrente che serpeggia sinuoso tra sponde boscose…. ma è evidente l’evanescenza dei colori, l’atmosfera rarefatta e sospesa, l’aura di sottile mistero.
Tutto concorre a suggerire un’estraneità che si insinua sotto le verdi acque e sulle rive. Quasi il presentimento, di un “oltre”, di una realtà che non si vede.






















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