La rivoluzione di Jeff Koons a Versailles
Mostra di Jeff Koons a Versailles
Reggia di Versailles
.: quando:
dal 10 settembre al 1 dicembre 2008
Soffia il vento della rivoluzione in Francia. Certo non è un’aria di tempesta come quella che tirava nel 1789, ma si fa sentire, soprattutto negli ambienti artistici. Anzi, si può dire che molti a causa di questa brezza hanno già i brividi…
Jeff Koons irrompe a Versailles. Proprio lui, quello che si è fatto immortalare con la moglie (ora ex) Cicciolina in opere a dir poco raccapriccianti, quello che è amico di tutti i galleristi che contano, quello che secondo molti critici è idolatrato solo dai ricchi volgari e parvenu.
Dal 10 settembre al 1 dicembre, nella augusta e sacra dimora del Re Sole, saranno esposte alcune delle opere più celebri di Koons, suscitando l’inevitabile vespaio.
C’è chi considera Versailles il luogo ideale per la mostra, proprio in virtù del contrasto con le opere non convenzionali dell’americano. Lo stesso Koons se è dichiarato entusiasta, affermando che porterà nuova linfa vitale alla bellissima reggia.
Altri, quelli che lo considerano solo un agent provocateur, la vedono come una trovata di pessimo gusto, un tradimento nei confronti della cultura francese. Forse pensano che chi arriva da paesi lontani e ha il suo primo contatto con il palazzo, si ricorderà più di un gigantesco cane “gonfiabile” anziché dello splendore di Versailles.
Una cosa mette d’accordo tutti: sin tratta di un’operazione commercialmente astuta che attirerà molti visitatori, anche grazie al polverone che si è sollevato.
Del resto l’artista (sempre che gli si voglia dare tale definizione) è tra i piĂą conosciuti e piĂą pagati al mondo e manda in solluchero collezionisti del calibro di Pinault (il proprietario di Christie’s) e di Stephan Edlis (che possiede una importantissima raccolta di arte contemporanea).
Tra le opere in mostra, i visitatori potranno vedere la scultura “Rabbit” (un lucente coniglio d’acciaio), il “Balloon Dog/Magenta” (il cane scolpito in stile “palloncino”) e il famoso “Hanging Heart” (“Cuore pendente”).






















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