Una giapponese a pois
Yayoi Kusama. I Want to Live Forever
PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano
.: quando:
dal 28 novembre 2009 al 14 febbraio 2010
Yayoi Kusama vive e lavora a Tokyo ed è una protagonista indiscussa dell’arte contemporanea giapponese. In esclusiva assoluta per l’Italia, il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano propone la mostra “Yayoi Kusama. I Want to Live Forever.”
Oltre a dipinti figurativi e astratti di recente realizzazione, sculture di grandi dimensioni e installazioni create nell’ultimo decennio, sarà esposta una selezione di disegni formativi risalenti agli anni ’50 e ’60.
In mostra è anche Narcissus Garden, l’installazione-scultura presentata per la prima volta alla XXXIII edizione della Biennale di Venezia (1966). Kusama produsse questo ambiente interattivo composto da 1500 sfere metalliche con l’assistenza di Lucio Fontana.
In una presentazione improvvisata sul prato del Padiglione Italiano, Yayoi Kusama, vestita in kimono, puntò l’attenzione sugli aspetti commerciali usualmente velati della Biennale, vendendo ogni sfera a 1.200 lire.
Più di quaranta anni dopo, Narcissus Garden arriva a Milano per la prima volta.
Kusama produsse i suoi primi enormi dipinti “infinity” alla fine degli anni ’50 a New York dove si era trasferita come giovane artista.
Il paradosso filosofico sottostante questi lavori è che l’infinito possa essere quantificato all’interno della cornice arbitraria di una tela preconfezionata.
Oggi Kusama compone i dipinti Infinity Net come campi isotropi pieni di elementi uniformemente distribuiti, siano essi austere monocromie o vibranti contrasti a tinte psichedeliche, come lo spettacolare dipinto a cinque pannelli I Want to Live Forever (2008).
I suoi ultimi dipinti figurativi, come Cosmic Space (2008) dove occhi, amebe e altre forme biomorfe indeterminate abbondano, riflettono un’ossessione per la mortalità, oltre che per l’illuminismo, la solitudine, il vuoto, e i misteri dell’universo fisico e metafisico.
La scultura di Kusama mostra un altro approccio alla visualizzazione dell’infinito attraverso il continuo uso di specchi, come nella scultura autoportante Passing Winter (2005) o nel complesso ambiente Aftermath of Obliteration of Eternity (2008), che utilizza un sistema di semplici ma ingegnosi strumenti ottici per creare un’interazione senza fine di luce riflessa.
Yayoi Kusama. I Want to Live Forever è aperta fino al 14 febbraio 2010.






















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