Felicità: non serve più cercare!
A Barletta, famosa per la storica Disfida, è allestita dal 30 marzo al 15 luglio una grande mostra sull’Ottocento pittorico.
Il Palazzo della Marra, splendida struttura barocca da poco restaurata della cittadina pugliese, diventa un contenitore d’arte di livello internazionale, affacciato sul mare.
Sono esposte circa ottanta opere tra dipinti, disegni, pastelli e grafiche di Auguste Renoir, Federico Zandomeneghi, Giuseppe De Nittis.
Proprio i legami d’amicizia e di creatività tra i tre “italiens de Paris” sono i fili conduttori dell’esposizione.
“Quanto alla tecnica quella da me adottata è mia, tutta mia e non la presi in prestito da nessuno” puntualizza Zandomeneghi, ma è innegabile il suo fertile scambio artistico con l’amico Renoir.
Allo sfarzo di gemme della pittura sensuale e morbida di Renoir, Zandomeneghi replica con una sontuosa tavolozza, di oli e pastelli.
“À la campagne”, ovvero nella prima sezione, sfilano i paesaggi della mediterraneità dei tre artisti: “Primavera e Campo di bighe” di De Nittis assieme alle vedute fitte di vegetazione dai colori sfavillanti di Renoir e soleggiate di Zandò.
“Il fiore dell’epidermide, il velluto della carne” è la seconda sezione dedicata al Nudo nella mostra barlettana.
C’è la tenerissima Ondina di De Nittis a fronte delle carni morbide e luminose di Zandomeneghi.
Immancabile Parigi nella terza sezione, visto che i tre protagonisti della scena artistica parigina immortalarono il giorno e le notti della Ville Lumiere, mantenendo sempre il corpo femminile al centro della visione della vita: centro di fascino e suggestive promesse, sia nella bellezza dell’abbigliamento sia nella sua naturalità.
Annota ancora Zandomeneghi di una modella: “Senza alcuna incertezza prese la posizione eretta, come avrebbe fatto una del mestiere, levò lentamente le braccia, con un gesto d’un ritmo perfetto, congiunse le mani sul capo e inarcò i fianchi: i seni si protesero sul petto ampio. Rimasi abbagliato”.
Come non titolare la mostra “Zandomeneghi, De Nittis e Renoir. I Pittori della felicità”?!






















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