Il samurai di classe veste Roberto Capucci
Fantasie guerriere
Il Filatoio, Caraglio (Cuneo)
.: quando:
dal 27 settembre al 6 gennaio 2009
La loro efficacia era merito della capacità di lavorazione degli armaiuoli giapponesi della lacca e della seta: la lacca rende impermeabili le lamine, proteggendo così l’acciaio dall’umidità, e la seta è un materiale tra i più resistenti e duttili.
Sono le armature da guerra appartenute ai daimyo, la stirpe dei grandi guerrieri nobili giapponesi.
Il loro aspetto è truce e spettacolare insieme, in esse due materiali delicati e pregiati si sposano con sottili lamine d’acciaio, per garantire eleganza e resistenza al contempo.
Roberto Capucci è invece un artista/stilista che sa esaltare al meglio le qualità della seta, quella resistenza e duttilità che gli hanno consentito di creare i suoi abiti-scultura.
È proprio un filo di seta quindi a unire gli abiti di Roberto Capucci e le armature dei samurai del Giappone classico.
La grazia delle cesellature e dei ricami dell’antico artigianato nipponico giocano in un intreccio di fantasia e favola con gli abiti e le creazioni dello stilista.
“Fantasie guerriere”, una storia di seta fra Roberto Capucci e i Samurai è in mostra al Filatoio di Caraglio (Cuneo) dal 27 settembre al 6 gennaio 2009.
Dalla collezione del Museo Stibbert di Firenze provengono le dieci armature giapponesi datate dal XVI al XIX secolo, come pure i quattordici elmi e la maschera da guerra
Saranno inoltre esposte alcune tsuba, l’elsa della spada. Le tsuba sono caratterizzate da una ricca ornamentazione in metalli preziosi e in pietre dure, soprattutto quelle appartenenti al Periodo Edo, noto per aver dato al Giappone due secoli di pace.
Dal Museo della Fondazione Roberto Capucci di Firenze provengono invece più di quaranta spettacolari abiti-scultura, tributo della stilista a una cultura che ha a cuore.






















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