Natura e paesaggio: richiamo infinito
Al Santa Giulia di Brescia, dal 28 ottobre fino al 25 marzo 2007, tiene banco la mostra “Turner e gli Impressionisti“, che copre oltre un secolo di pittura e racconta l’evoluzione nella rappresentazione della natura e del paesaggio; un paesaggio sempre meno distaccato e segnato dalla presenza umana, e ritratto in modo intimo e personale.
Il percorso è articolato in cinque sezioni:la prima, “Constable e Turner”, propone 50 opere dei due geniali precursori. Monet scoprì Turner a Londra e ne assimilò il flusso di luce, che non lascerà fino agli ultimi quadri, che segnano il più ardito avvicinamento alla modernità .
Nella seconda sezione, “Dall’Accademia ai primi sguardi sulla natura”, le opere di Corot e Valenciennes mostrano non più uno sfondo scenografico di scene mitologiche, ma una natura en plein-air, colta con uno sguardo limpido e aperto.
Nella terza sezione, “Da Barbizon al primo paesaggio impressionista”, si ritrae l’incanto dentro la foresta: Corot, Rousseau e Daubigny dipingono la suggestiva foresta di Fontainebleu, passando da una monumentalità della natura a uno scenario costellato di colori, in cui entra l’Io dell’artista.
Nella quarta sezione: “Paesaggi dell’Impressionismo”, l’evoluzione è definitiva: sia nel paesaggio urbano che nella natura, il pittore dipinge la propria percezione e se stesso come parte dell’evento della visione.
Questa è la grande rivoluzione nell’arte figurativa.
Nell’ultima sezione, “Il giardino”, si giunge alla dissoluzione del paesaggio: si pensi alla “Casa vista attraverso le rose”, ultima struggente opera dell’artista prima di morire, in cui il contrasto violento di luci e colori tende all’annullamento, fino a diventare inaccessibile, enigmatico racconto ed estremo contatto con l’essenza primitiva del mondo.
Informazioni:
Turner e gli impressinisti
Turismo a Brescia






















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