Travolgente jazz: il ritmo del Novecento
Il secolo del jazz a Parigi
museo Quai Branly, Parigi
.: quando:
dal 17 marzo al 28 giugno 2009
I ritmi scatenati di Cab Calloway e i dipinti di Mondrian, il modern jazz e l’Action Painting… la musica jazz ha accompagnato tutto il Novecento, influenzando l’arte, il cinema, la moda e la societĂ .
Quadri, film, manifesti, foto, giornali, libri, copertine di dischi… la mostra “Il secolo del jazz a Parigi”, in programma fino al 28 giugno 2009 al museo Quai Branly di Parigi, illustra il legame fondamentale fra la musica jazz, l’arte e la storia del XX secolo.
La rassegna è divisa in dieci sezioni cronologiche che spaziano tra pittura, fotografia, cinema, letteratura, graphic design. Tra le chicche, uno spazio speciale è riservato ai “soundies” , gli antenati dei videoclip: brevissimi film musicali come il meraviglioso “Minnie the Moocher”, interpretato da Cab Calloway.
Si parte dal 1917, annus mirabilis del jazz, con l’uscita del primo disco con la parola “jass” sulla copertina (ma Pablo Picasso aveva già tratto ispirazione da questa nuova, incredibile musica).
Si prosegue con la leggendaria epoca “Età del jazz”, quella immortalata nell’omonimo capolavoro di F. Scott Fitzgerald , l’epoca in cui tutto cambia per sempre: dalla musica, alla società , alla moda.
E poi si va avanti con l’esplosione musicale della “Harlem Renaissance”, la diffusione europea con i trionfi di Josephine Baker a Parigi, lo swing di Duke Ellington e Benny Goodman, che fa ballare le folle di tutto il mondo.
Si arriva al rivoluzionario bebop e al modern jazz di Charlie Parker, Thelonious Monk e Dizzie Gillespie, che alimentano le opere “jazziste” di Mondrian e Matisse.
E’ il jazz che accompagna l’Action Painting di Jackson Pollock, è la musica di Miles Davis che scandisce un gioiello del cinema come “Ascensore per l’inferno” di Louis Malle.
E non finisce qui: scoprirete anche i legami tra la “Free Revolution” di Ornette Coleman, il free jazz, le Pantere Nere e il Black Power, per arrivare ai nostri giorni, quando il jazz diventa contemporaneo e si lega ad artisti come Basquiat, Lorna Simpson e David Hammons.






















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Vi comunico e date notizia , che per la mostra sul jazz, dal momento che gli addetti all’arte organizzatoridi questa mostra sono totalmente disinformati,o incapaci perchè hanno dimenticato il pittore Giovanni Bruzzi,autore di grandi tele dedicate al jazz, nonchè amico personale di molti importanti jazzisti. Nel 1961, Marc Vaux, direttore della “Galerie du Foyer des Artistes” di Parigi, sotto l’egida di Andrè Malraux, Ministro della Cultura,organizzò una grande esposizione dei dipinti di Giovanni Bruzzi, all’epoca residente a Parigi, nella quale figuravano due grandi tele dedicate al jazz: “Cool Jazz”(1957) e “Kenny Clarke drummer”(1960). Per conferma verificare al http://www.giovannibruzzi.it, al settore “Jazz”.