Trompe l’œil, l’arte dell’illusione
Inganni ad arte
Palazzo Strozzi, Firenze
.: quando:
dal 16 Ottobre 2009 al 24 Gennaio 2010
Si racconta che un giorno Giotto, per fare uno scherzo innocente, dipinse una mosca su una tela a cui il maestro Cimabue stava lavorando. L’insetto era così realistico che Cimabue cercò di scacciarlo con la mano…
Aneddoto o realtà? Qualunque sia la risposta, è il concetto di realismo pittorico che ci interessa. Un realismo talmente veritiero da essere, paradossalmente, un inganno, anzi un trompe l’œil: che signfica “inganna l’occhio”.
Se questa espressione francese nacque probabilmente nel periodo Barocco, l’uso del trompe-l’œil è testimoniato fin dall’antica Grecia: Plinio il vecchio narra che Zeusi, pittore greco del V sec. a.C., avesse dipinto dei grappoli d’uva così… veri, che gli uccelli si lanciavano contro la tela per beccarli.
Il trompe l’œil più classico consiste nel dipingere uno sfondo illusoriamente reale su una parete, come una finestra o una porta che si affaccia su uno spazio aperto, in modo da ampliare ingannevolmente lo spazio.
La mostra “Inganni ad arte. Meraviglie del trompe-l’œil dall’antichità al contemporaneo”, aperta dal 16 Ottobre 2009 al 24 Gennaio 2010 a Palazzo Strozzi, a Firenze, è una splendida rassegna incentrata sull’illusionismo pittorico.
Sfilano centinaia di opere provenienti dai musei di tutto il mondo: dall’antichità greco-romana fino ai giorni nostri.
Spiccano capolavori di Andrea Mantegna, Paolo Veronese, Tiziano. Ma anche di artisti meno noti, capaci di dare vita a opere come l’eccezionale “Scarabattolo” del Museo dell’Opificio, di Domenico Remps, che ritrae la raccolta del Gran Principe Ferdinando de’ Medici, o “Fuggendo dalla critica” di Pere Borrell del Caso, in cui un fanciullo scavalca la cornice del quadro e sembra voler entrare nel mondo di noi spettatori.






















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