Habemus Patriam!
La satira in Italia tra Stato e religioni
Museo di Scienze Naturali, Torino
.: quando:
dal 29 maggio al 31 luglio 2010
Nel 2011 ricorrerà l’anniversario per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha affermato che “come Chiesa non risparmieremo energie morali né culturali al fine di partecipare al significativo anniversario”.
E ancora: “L’unità del Paese resta una conquista e un ancoraggio irrinunciabili: ogni auspicabile riforma condivisa, a partire da quella federalista, per essere un approdo giovevole, dovrà storicizzare il vincolo unitario e coerentemente farlo evolvere per il meglio di tutti”.
Magari però non tutti sanno che quella stessa Chiesa che oggi si fa paladina dell’Unità d’Italia, permettendosi di esprimere pareri non richiesti su eventuali sviluppi federalisti di una istituzione non solo repubblicana, ma anche laica; quella stessa Chiesa dicevo accolse i primi vagiti della piccola Italia cercando di strangolarla nella culla.
È dato storico che Vittorio Emanuele II, re d’Italia, subì tre scomuniche, non proprio una bazzecola, ecclesiasticamente parlando! Il re fu escluso dalla comunità dei fedeli per il crimine di aver annesso al Regno la futura Capitale del nostro Paese, sottraendola allo Stato Pontificio.
Oggi ecco che la Chiesa si scopre pasionaria del Tricolore… come dire… se non puoi batterli, fatteli amici.
Dal sarcasmo passiamo alla satira e alla mostra storica “Asini, muli, corvi e maiali: la satira in Italia tra Stato e religioni dal 1848 ai giorni nostri“.
Il tema della satira illustrata sui rapporti fra Stato e Chiesa costituisce una parte rilevante dell’universo satirico italiano.
Il potere della Chiesa e la sua influenza sulla vita politica italiana hanno sempre attirato l’attenzione della satira illustrata, spesso dichiaratamente anticlericale, mettendo in luce il divario tra la dottrina e i comportamenti degli appartenenti alla Chiesa.
La satira sui rapporti fra Stato e Chiesa è stata molto dura, a partire da quella strettamente romana, in stile Belli, del Don Pirlone a quella socialista di Galantara e Scalarini, a quella di segno politico opposto di Sironi, a quella del Don Basilio post-Liberazione, per finire con Dario Fo, Pino Zac, il Male e il Vauro del Manifesto, Altan.
Anche la Chiesa mise in campo le proprie forze editoriali e di propaganda, anche quelle di matrice satirica (come ad esempio Il Mulo, giornale nato per controbattere L’Asino).
Sempre si è trattato di colpire l’anima politica e il potere temporale della Chiesa: insomma ciò che si può definire “clericalismo” con tutti i suoi privilegi e i suoi arroccamenti a difesa di un potere temporale che mutava nel tempo e nei modi, ma che resisteva solidissimo.
Organizzata dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, la mostra è allestita presso il Museo di Scienze Naturali dal 29 maggio al 31 luglio.






















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