“Come il ferro in disuso arrugginisce, così l’inazione sciupa l’intelletto.” Mai personaggio visse più in sintonia con le sue teorie di Leonardo da Vinci, instancabile studioso e inventore attratto da tutte le discipline artistiche.
Lo “scienziato del tutto”, nato nel 1452 nel borgo di Vinci, era troppo geniale per le botteghe fiorentine. Si presento al Duca di Milano Lodovico Sforza quale ingegnere civile e costruttore di macchine belliche, e venne ben accolto per la sua sfolgorante creatività. Ecco nascere qui alcuni dei suoi capolavori pittorici, quali il “Cenacolo” della chiesa Santa Maria delle Grazie.
Nel 1503 torna a Firenze e si concentra sulla celeberrima ed enigmatica “Monna Lisa”, la Gioconda, attualmente conservata al museo del Louvre di Parigi. Tra le altre memorabili e indecifrabili opere, i famosi “Codici”, che ancora oggi sollevano quesiti irrisolti.
Tante le leggende nate nell’aurea del genio del Rinascimento. Si narra fosse un gran burlone e che fosse vegetariano per amore degli animali. Una volta pare organizzò un banchetto per le persone più ripugnanti della città intrattenendole con barzellette in modo che, ridendo, i tratti dei loro volti si facessero ancora più deformi. Leonardo poté così studiarli e, quando se ne furono andati, trascorse tutta la notte a disegnarli.
È certo che fu genio senza pari, artista di prim’ordine e scienziato innovatore.
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