Il 24 gennaio 1920 muore Amedeo Modigliani. Neppure due giorni dopo la compagna Janne Hebuterne si getta dal quinto piano e muore incinta del suo secondo figlio. Si era così confermato il mito dell’artista maledetto.
Modigliani nasce a Livorno nel 1884 e la sua formazione artistica è affidata al maestro Guglielmo Micheli, allievo di Fattori. Nell’atelier scopre la bohème, il tabacco e le donne. Da Livorno all’Italia del Sud per poi raggiungere Firenze, Venezia e finalmente Parigi. Nel corso di quindici anni Modigliani cresce a livello artistico e diventa il Maestro che oggi tanto ammiriamo.
Debole di costituzione e dandy per vocazione Amedeo Modigliani incarna perfettamente, con la sua vita bohémienne, la figura dell’artista maledetto, anticonformista e antiborghese.
Tra pittura e scultura, non manca mai nelle sue opere un’originale senso della raffinatezza, dell’eleganza e della purezza formale. Tipici i tratti delle donne: il collo fragile, il volto dall’ovale marcato, i grandi occhi a mandorla, la fronte bassa e rotonda incorniciata dai capelli, la spinta verticale dell’intero viso, dalla gola alle gote, dal naso alle orecchie. Tutto, nei capolavori di Modigliani, tende alla purezza dei tratti e all’elaborazione di creature quasi divine, fortemente spirituali.
Il pittore maledetto, vittima dei suoi eccessi, ci rivela con le sue opere la cultura appresa dalle frequentazioni artistiche e culturali, grazie alla sua instancabile passione per la ricerca e il sapere. Il mito dell’artista maledetto si conferma di fascino immortale.
Mostre di Modigliani
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