È stato amico di Andy Warhol, di Keith Haring, ha avuto una storia con Madonna. Giovinezza inevitabilmente intensa quella di Jean Michel Basquiat.
Anche perché da vivere ha avuto solo quella.
Basquiat nasce a Brooklyn nello stato di New York il 22 dicembre 1960 da madre di origine portoricana e da padre haitiano e subito mostra un forte interesse per l’arte figurativa e uno spiccato senso estetico, grazie anche alle frequenti visite museali in compagnia della mamma.
Dal 1977 dipinge sui muri di Manatthan e sui treni della Subway, scrivendo frasi poetiche ed enigmatiche e firmandosi SAMO (”Same Old Shit”, Stessa vecchia merda).
Per mantenersi vende cartoline realizzate a mano e magliette dipinte.
La sua vita confusa e allucinata si riflette nella produzione artistica: ne è esempio la sua reinterpretazione della Monna Lisa.
Nel 1980 partecipa alla sua prima collettiva “The Times Square Show” a Manhattan e viene notato dalla rivista “Art in America” e nel 1983 a soli 23 anni è invitato alla Biennale del Witney Museum of American Art.
Ma Jean Michel, irrequieto fin dall’adolescenza, è ormai risucchiato nel vortice del successo e dello sfavillio newyorkese.
Il 12 agosto del 1984 viene ritrovato morto nel suo appartamento, stroncato da un cocktail fatale di stupefacenti.
Ha solo 27 anni.
Mostre Basquiat
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