Tra tutti i grandi protagonisti della storia dell’arte, Correggio è tra i meno documentati e conosciuti. Ma le leggende e le incertezze non fanno che accrescere il fascino sfuggente e sottile di un artista straordinario.
Antonio Allegri nasce nel 1489 a Correggio. La data non è certa. E’ certo invece che l’artista si rechi poi a Mantova giovanissimo e diventi allievo del Mantegna, che gli trasmette l’amore per il mito e la classicità .
Ma Correggio accoglie anche altri influssi, dalle suggestioni leonardesche al tocco nordico di Dürer e Altdorfer. Ormai accertato è anche il viaggio a Roma, dove apprese la grazia pittorica di Raffaello e l’irruenza figurativa del giovane Michelangelo. Correggio nel 1518 vide le Stanze Vaticane e la Cappella Sistina, e fece tesoro di tutte quelle meraviglie.
A partire dal 1520 c’è la svolta nella vita del pittore, la sua produzione diventa molto più complessa e monumentale e ricca di molteplici significati e allusioni che ancora oggi restano un mistero irrisolto.
E’ a Parma nel 1524, dove realizza gli affreschi della chiesa di San Giovanni Evangelista, e sbalordisce i contemporanei con lo stupefacente impianto prospettico. L’eccezionale decorazione della cupola lo consacra definitivamente tra i geni dell’epoca.
Seguono innumerevoli capolavori, ma l’opera più rivoluzionaria restano gli affreschi della cupola del Duomo di Parma, realizzati tra il 1522 al 1530. Seguono a breve distanza gli affreschi “Allegoria del Vizio” e “Allegoria della Virtù”, commissionati da Isabella d’Este: uno dei traguardi più alti della sua pittura.
La morte lo coglie improvvisamente il 5 marzo 1534.
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