“La fonte di un genio è la sola immaginazione, la raffinatezza dei sensi che vede quello che gli altri non vedono, o lo vede in modo diverso.” Con queste poche parole colui che fu definito “Pittore maledetto” e “Artista truculento”, ma più di tutto fu “Principe dei romantici”, spiega il senso dell’arte.
Eugène Delacroix nacque a Charenton-Saint Maurice nel 1798. Fu grande amico di Baudelaire, che ne elogia l’uso dei colori per esprimere l’intimo e lo descrive come un caposcuola solitario, un artista senza precedenti, ma allo stesso tempo anello di congiunzione tra il passato Classico e il futuro Romantico.
Secondo Delacroix l’arte ha lo scopo di lasciare un’impressione profonda in chi la contempla, infondendo un’emozione che nasce al primo sguardo grazie alla composizione delle linee e all’armonia dei colori.
L’opera più apertamente romantica è “La libertà guida il popolo”, celebrazione semiallegorica dell’idea di libertà. Fu realizzata nel 1830 per celebrare la lotta dei parigini contro la politica reazionista di Carlo X. Delacroix scrisse a riguardo: “Sto dipingendo una barricata… E se non ho combattuto per la Patria, per lo meno dipingerò in suo onore”. Il quadro è impregnato di colori forti che invadono la scena in un’atmosfera altamente drammatica.
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