“Io Albrecht Dürer di Norimberga, all’età di 28 anni, con colori eterni ho creato me stesso a mia immagine”.
Una figura alata siede fissando il vuoto con sguardo cupo e pensoso. Ai suoi piedi un levriero sconsolato le fa compagnia, sullo sfondo fiammeggia un sole malato.
Albrecht Dürer (1471-1528), con l’incisione “Melencolia I”, diede la più celebre e straordinaria rappresentazione della malinconia.
Chissà se l’opera più famosa del pittore e incisore tedesco raffigura uno stato d’animo a lui congeniale: quel sentimento distruttivo ma geniale, spesso collegato alla creatività, al pianeta Saturno, alla notte.
L’opera è parte di un trittico di stupende incisioni allegoriche: le altre due sono “Il cavaliere, la morte e il diavolo” e “San Girolamo nello studio”, indubbiamente i capolavori di questo prolifico artista, considerato il massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale.
Dürer portò l’arte dell’incisione a livelli mai raggiunti, lasciando oltre 350 incisioni e xilografie: capolavori di abilità tecnica e potenza immaginativa.
Fu pittore alla corte degli imperatori, e osannato dai potenti. Nella sua sterminata produzione, sviluppò l’arte del ritratto e del autoritratto, raggiungendo una grande profondità e sottigliezza psicologica.
Mostre di Dürer
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