Non tutti riescono a trovare un senso di appartenenza col mondo che ci circonda, non tutti riescono a trovare la pace terrena. Una di queste persone, un personaggio altamente inquieto come nella migliore tradizione degli artisti, era Paul Gauguin.
Nato in Francia nel 1848 Gauguin sembrava essere destinato alla fortuna e alla tranquillità, con un ottimo lavoro in banca e una famiglia stabile. Ma non era Gauguin il vero protagonista della sua vita. Il pittore impressionista aveva una grande sensibilità per i colori ed era attratto dalla natura, ma rimaneva perennemente scontento, inquieto.
Geniale e ribelle, abbandonò la famiglia per fuggire in luoghi solitari e selvaggi alla ricerca di un mondo incontaminato. Visse sull’isola di Tahiti amando tanto la bellezza delle donne tahitiane, le “vahinè”, da affermare che “nessun uomo, nemmeno il più felice, può tener testa agli occhi di una vahinè”.
Neppure qui fu però felice: completamente solo, ammalato e assillato da angosce esistenziali, tentò il suicidio dopo aver dipinto la sua angoscia per la morte della figlia Aline nel quadro “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?”. La malattia fisica e le preoccupazioni morali ebbero il sopravvento qualche anno dopo, portando Paul Gauguin alla morte nel 1903.
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