“Sentii un urlo attraversare la natura: mi sembrò quasi di udirlo. Dipinsi questo quadro, dipinsi le nuvole come sangue vero. I colori stavano urlando”.
Una vita segnata dal dolore, una mente ossessionata dalla follia e dalla morte.
Edvard Munch cattura l’angoscia esistenziale e scava nelle malattie dello spirito. I suoi quadri sono torbidi specchi del disagio e dell’ansia, in cui ognuno teme di incontrare se stesso.
Nasce a Loten-Oslo nel 1863. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Oslo. Conosce e apprezza l’Impressionismo e il Simbolismo ma si allontana da entrambi, in cerca di un’espressione più sofferta e anticipando l’Espressionismo tedesco.
Guidato dalla propria sensibilità tormentata, l’artista compie una profonda deformazione sulla materia, più evocata che rappresentata.
Munch stravolge colori e forme per alludere alle ossessioni che lo divorano. Persone e oggetti diventano fluidi e dinamici, i colori si accendono violenti o si oscurano cupi. Il pittore suggerisce l’orrore e coglie (troppo) nel segno: la mostra che ha luogo a Berlino nel 1892, è subito chiusa per l’impatto sconvolgente sui visitatori.
Muore a Ekely-Oslo nel 1944.
Tra i capolavori ricordiamo L’urlo, Vampiro, Sera sulla via Karl Johan.
Mostre Edvard Munch
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