“I sogni non vogliono farvi dormire, al contrario, vogliono svegliarvi” …Ecco cosa pensava il più famoso pittore dell’onirico, René Magritte, definito il poeta dei sogni per la sua capacità di imprimere su tavola le “visioni”.
Nato in Belgio nel 1898, il giovane Magritte scoprì presto che “Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna: è arte allo stato puro.” A 13 anni il pittore vide il cadavere della madre morta suicida in un fiume, recuperata con la testa avvolta nella camicia da notte. Molti dipinti sono connessi a tale shock, opere in cui i volti sono coperti da lenzuola come “L’istoire centrale” e “Les amants”.
Magritte fu un grande esponente del surrealismo e lasciò tracce del proprio genio anche nelle successive correnti artistiche, come la pop art e l’arte concettuale. Dopo una lunga carriera Magritte morì nel 1967 a Bruxelles.
Magritte gioca con l’alterazione del senso sfruttando deformazioni irreali, metamorfosi, frantumazioni dello spazio e dilatazioni del tempo, nella rottura dei segni che rimandano al sensibile.
Quello di Magritte è un percorso d’introspezione attraverso la negazione del reale per scoprire che “Le immagini vanno viste quali sono, amo le immagini il cui significato è sconosciuto poiché il significato della mente stessa è sconosciuto”.
mostra_posts_in_speciale(25,10, 'Mostre di Magritte');
?>
Condividi su:
Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.