“Io dipingo la luce che emana da tutti i corpi”.
Corpi asciutti e nodosi, avvinghiati in amplessi violenti. Volti tormentati,
dai tratti nitidi, incisivi e secchi. Una sessualità esibita, un’ossessione erotica angosciosa e inquietante.
Egon Schiele nacque a Tulln nel 1890. Il talento pittorico di Egon non passò inosservato e nel 1906 si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Vienna. Ma quella scuola non faceva per lui, animo indipendente e al di fuor delle regole.
Schiele abbandonò la scuola e abbracciò la Secessione Viennese, impressionato soprattutto da Gustav Klimt, da quei dipinti nuovi, inquietanti, raffinati e lontani dall’accademismo.
Già nel 1908 Schiele tenne la sua prima personale: ecco affiorare il suo stile originale, vicino all’Espressionismo, la fisicità distorta e deformata, la tragica visione dell’uomo. Il pubblico dell’epoca fu scioccato dall’erotismo esplicito, dallo stile duro e allucinato, senza compiacimenti estetizzanti.
Nel 1911 il pittore incontrò la giovanissima Wally Neuzil, che fu la sua modella per alcuni splendidi quadri. Fu accusato di corruzione di minori e di pornografia, processato e prosciolto. Riuscì a tornare alla ribalta della scena artistica grazie anche all’intercessione dell’amico Klimt.
Nel 1915 Schiele lasciò Wally e sposò Edith Harms. Nel matrimonio trovò la serenità agognata e una diversa ispirazione. Nel 1918 partecipò con successo alla quarantanovesima mostra della Secessione Viennese e tenne esposizioni a Zurigo, Praga e Dresda.
Morì a Vienna nell’autunno del 1918 di influenza spagnola, tre giorni dopo la moglie, a soli 28 anni.
Mostre Schiele
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