“Una visione grandiosa della natura, colta nei suoi aspetti più romantici e sublimi”
(E. H. Gombrich)
Tramonti infuocati e tenebre da incubo. Limpidi pleniluni e albe iridescenti.
Il pittore romantico Joseph Mallord William Turner anticipa di un secolo le opere più estreme degli impressionisti, dando vita a un presagio di arte astratta.
Nasce a Londra nel 1775 ed entra alla Royal Academy a soli 14 anni.
Visita Venezia, Roma e Napoli, dove ha l’incontro “fulminante” con la luminosità mediterranea, che diventerà protagonista dei suoi dipinti. Passa da suggestive vedute con ancora elementi realistici, a sconvolgenti squarci di colore, dove il dettaglio svanisce lasciando spazio all’infinito. Predomina una natura immensa e angosciante: cupe tempeste, sconvolgenti abissi che sembrano inghiottire chi guarda, scorci vertiginosi.
Crea scenari romantici, fonti di bellezza sublime e di orrore, a cui fa da contrappunto la fragilità dell’uomo. Ma nelle ultime opere trionfano visioni di pura luce, che suggeriscono la tensione verso l’assoluto.
Muore nel 1851, lasciando una lezione fondamentale per tutto il Novecento.
La maggior parte dei suoi capolavori è custodita alla National Gallery e alla Tate Britain.
Mostre di William Turner
Condividi su:
Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.